CARTOGRAFIA DEL TERRITORIO DI INZAGO
MAPPE STORICHE


Le prime mappe di dettaglio del territorio inzaghese compaiono con il catasto di Carlo VI, nel 1721. Prima di allora, le mappe di dettaglio venivano disegnate solo per le città importanti come Milano, mentre nelle carte topografiche che rappresentavano tutto il territorio milanese, i borghi e le località del contado venivano solitamente indicati con un semplice simbolo, alcune volte posizionato in maniera piuttosto approssimativa o al più, nel caso di territorio limitati, con qualche edificio fortemente standardizzato, che sono tipici nelle vedute a "volo di uccello". Si riportano qui sotto, come esempio tra le tante, cinque carte topografiche del territorio milanese pubblicate a cavallo tra il '500 e il '700.
A seguire, le dettagliate mappe catastali del territorio di Inzago del cosiddetto catasto Teresiano e dei catasti successivi, conservate presso l'Archivio di Stato di Milano e qualche altra immage di interessanti carte topografiche ottocentesche.
A chiusura e a completamento di questa sezione dedicata alle "Mappe storiche" del territorio di Inzago, vengono mostrate alcune immagini relative alla Base geodetica di Somma Lombardo, tracciata dagli astronomi di Brera nel 1788, operazione che costituì un passo fondamentale nel campo della geodesia e che permise di migliorare notevolmente la precisione e il corretto orientamento delle carte topografiche a uso civile e militare del nostro territorio. Una nota finale spiegherà le strane e curiose incongruenze che si possono trovare nella lettura dei valori della longitudine indicate sulle carte geografiche dei secoli passati.
Dove non specificato, le mappe cartacee sono di proprietà del curatore di questa sezione e da lui digitalizzate e georiferite.
ESEMPI DI MAPPE DEL TERRITORIO MILANESE PUBBLICATE TRA IL CINQUECENTO E IL SETTECENTO

Carta topografica della LONBARDIA (sic). Al momento, risulta la mappa più antica da noi rinvenuta nella quale compare - tutto a sinistra nell'immagine - Inzago. Il nome scritto, in realtà, risulta essere "Izago", con la lettera zeta scritta alla Leonardo, ossia come se fosse riflessa allo specchio. Questa carta topografica è stata pubblicata a Venezia dallo stampatore Antonio de Rubertis poco dopo l'anno 1515: lo si deduce dal fatto che vi è indicata la battaglia dei Giganti, combattuta a cavallo tra il 13 e 14 Settembre del 1515, nella campagna tra Melegnano e San Giuliano Milanese. Tale battaglia è conosciuta anche con il nome di battaglia di Marignano e vide contrapposti tra di loro l'esercito francese (comandato dal re Francesco I) con l'appoggio dei Veneziani e la fanteria Svizzera.
Atlante storico di Milano, città di Lombardia - Virgilio Vercelloni
Carta topografica disegnata del cartografo Giorgio Settala e stampata dal celebre Ortelius nel 1562, che la inserì pure nella sua edizione tedesca del Theatrum Orbis Terrarum. Questa carta topografica si distingue dalle altre perché ha il nord a destra, invece che in alto; sui bordi vi sono indicate le coordinate geografiche ma sono poco precise, al punto che invece di scrivere 45 (come gradi per la latitudine), hanno ripetuto il numero 43! La longitudine, anch'essa assai imprecisa, è riferita, come si usava allora, al meridiano di riferimento passante per l'isola del Ferro (nell'arcipelago delle Canarie). Inzago è posizionato lungo il naviglio della Martesana, tra Trezzo e Gorgonzola, ed è indicato con il medesimo simbolo usato per tutti i borghi riportati sulla carta topografica: un piccolo rettangolo come base, sormontato da quella che dovrebbe essere una minuta guglia di campanile.
David Rumsey Map Collection

Questa carta topografica è stata realizzata prendendo come riferimento l'Atlante d'Italia compilato dal celebre cartografo Giovanni Antonio Magini. Copie, più o meno ben disegnate, ne sono state realizzate e stampate in una discreta quantità, specie da parte dei cartografi e stampatori d'oltralpe, che l'hanno regolarmente inserita nelle loro pubblicazioni. In questa carta, in particolare, sono state indicate alcune località (come ad esempio cassina Bianca e Retenate di Vignate) che difficilmente capita di trovare indicate su altre carte topografiche con la medesima scala. Le coordinate geografiche sono indicate sui bordi (e, al solito, sono poco precise), con la longitudine riferita al meridiano passante per l'isola del Ferro. Inzago si trova tra Fornasa (Villa Fornaci) e Grapello (Groppello d'Adda) lungo il Navili(an)o flumen. La sua  data di pubblicazione si posiziona attorno al 1600.
David Rumsey Map Collection

Mappa de "Le Grand Teatre de la Guerre en Italie" pubblicata nel 1708. Durante la guerra di successione spagnola il principe Eugenio di Savoia attraversò la Pianura Padana con l'esercito austriaco, si accampò presso la cittadina di Chiari e attese l'attacco delle truppe francesi al comando di François de Neufville de Villeroy: l'esercito francese venne sconfitto dalle truppe austriache al comando del principe Eugenio di Savoia. Nella mappa si vede il dispiegamento dei due eserciti presso Chiari, il primo di Settembre del 1701 e, nel mese di Febbraio del 1702, Eugenio di Savoia con le sue truppe assediò la città di Cremona, facendo prigioniero François de Neufville de Villeroy.
Nella parte alta vi è il disegno scenografico con un primo piano del condottiero Eugenio di Savoia e delle sue truppe, mentre stanno attraversando un territorio di montagna.
In questa mappa è curioso notare come la longitudine presenti dei valori decisamente anomali: Milano si troverebbe a 31 gradi e 14 primi Est, rispetto a un presunto meridiano di riferimento che avrebbe dovuto trovarsi ancora più a ovest rispetto all'isola del Ferro, quindi in pieno oceano Atlantico. La latitudine, invece, presenta dei valori accettabili come precisione.
David Rumsey Map Collection

LINK per visualizzare l'immagine con le fasi della battaglia di Cremona del 1702, tra l'esercito francese e quello asburgico.

Carta topografica dello Stato di Milano secondo la misura censuaria, datata 1777. In questa carta topografica lo stato di Milano è suddiviso nelle pievi ecclesiastiche con i relativi confini. Le località capopieve sono state rappresentate con il simbolo di una chiesa, mentre le parrocchie che da loro dipendevano sono state indicate con un semplice simbolo geometrico.
Alla data del 1777, sia Cernusco Asinario (oggi: Cernusco sul Naviglio) sia Inzago appartenevano alla pieve di Gorgonzola, infatti solo verso la fine dell'Ottocento (Cernusco s/N) e inizio Novecento (Inzago) si staccheranno dalla chiesa matrice pievana di Gorgonzola per diventare vicariati foranei indipendenti. Al vicariato foraneo di Inzago furono assegnate le parrocchie di: Trecella; Pozzuolo Martesana; Masate; Bettola d'Adda e Groppello d'Adda.
Informazioni più dettagliate sul vicariato foraneo di Inzago si trovano nella sezione: "Uno sguardo attorno: la pieve di Gorgonzola e il vicariato foraneo di Inzago" di questo sito.
David Rumsey Map Collection
CATASTO DI CARLO VI (1721)
MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

Agli inizi del Settecento, l'imperatore Carlo VI diede il via a un'importante riforma amministrativa, che mirava a definire la reale consistenza delle proprietà fondiarie distribuite nei territori dell'impero asburgico. Anche le province italiane (che dopo il congresso di Vienna assunsero il nome di Regno del Lombardo-Veneto) furono interessate a tale operazione di rilievo catastale, lasciandoci delle mappe (o più propriamente delle piante topografiche) di straordinario interesse storico, perché disegnate a una scala tale (1:2000), da permettere di arrivare a un dettaglio di rappresentazione fino ad allora inimmaginabile. Ogni edificio è indicato con il suo numero di mappale mentre, nel caso degli appezzamenti di terreno, vi è riportata anche la relativa superficie misurata in pertiche e il tipo di coltura, così da poter risalire immediatamente ai rispettivi proprietari e imporre le tasse in proporzione alle loro proprietà. La riforma catastale divenne operativa attorno alla metà del Settecento con l'imperatrice Maria Teresa (figlia di Carlo VI), da cui il nome solitamente usato di catasto Teresiano.
Il rilievo topografico del territorio di Inzago iniziò il giorno 21 Agosto e terminò il 16 Settembre del 1721 e fu curato dai geometri Placido Corradini e Valentino Mantuani, con l'assistenza delle autorità locali. Nelle note in alto a sinistra, si leggono dei nomi prediali ancora oggi in uso: il Chioso; la Campagna; la Vitelunga, il Merlo; la Perina; ecc.

A differenza della mappa precedente, che rappresenta il quadro di unione dei 24 fogli nei quali è stato suddiviso il territorio di Inzago, questa mappa - che è un estratto della precedente - rappresenta solo il centro abitato di Inzago, sempre alla data del 1721. Il centro storico di Inzago è rappresentato da una circonferenza abbastanza regolare, come se si trattasse di una vera e propria cittadella. Il nucleo abitato di Inzago, infatti, si differenzia dalla maggior parte degli altri nuclei abitati sparsi nel nostro territorio i quali, in generale, si sono sviluppati allungandosi lungo le principali vie di comunicazione che attraversano i loro centri storici, con una forma meno regolare, quindi, se confrontata con l'elegante geometria circolare del borgo settecentesco di Inzago.
In queste due mappe topografiche la scala è indicata in Trabucchi Milanesi.
RIFACIMENTO OTTOCENTESCO (1837) DEL CATASTO DI CARLO VI
MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

Nei primi decenni dell'Ottocento, venne intrapreso un progetto per il rifacimento dei fogli originali del catasto di Carlo VI, innanzitutto per sostituire le mappe originali settecentesche particolarmente deteriorate o in cattivo stato di conservazione, ma anche con l'intento di ottenere dei disegni più puliti e di più facile consultazione, uniformando la simbologia e utilizzando una grafia decisamente più elegante rispetto a quella usata nei fogli originali, tanto che ai nostri occhi di utilizzatori moderni, verrebbe da definire queste nuove mappe come la bella copia dei fogli settecenteschi. Il progetto, però, si arenò quasi subito e non ebbe seguito, di conseguenza il numero delle località per le quali è stato realizzato il rifacimento ottocentesco del catasto di Carlo VI risulta assai limitato; Inzago è uno dei pochi paesi che gode di questo vantaggio. I riquadri totali sono 22, con un foglio introduttivo che - oltre alla scala espressa in Trabucchi milanesi - mostra il quadro d'unione.

Mappa centrata sul nucleo dell'abitato storico, garantendo in questo modo una risoluzione e una leggibilità più elevata rispetto all'immagine precedente. Si noti, in particolare, la cura che è stata posta nel disegnare le suddivisioni geometriche dei giardini delle ville nobiliari, suddivisioni del tutto assenti nei fogli settecenteschi.
Il rifacimento ottocentesco, per quanto riguarda Inzago, è datato all'anno 1837 e guardando i vari fogli con attenzione, si può notare che non si tratta di un semplice rifacimento pedissequo dei fogli precedenti, ma sono state apportate delle lievi modifiche e degli aggiornamenti rispetto ai disegni settecenteschi.
CATASTO DEL LOMBARDO-VENETO - RETTIFICA FABBRICATI (1854)
MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

Nel 1854 venne effettuato una sorta di nuovo censimento, con il significativo nome di "rettifica fabbricati", al fine di ottenere una situazione aggiornata per quanto riguardava la struttura degli edifici riportati sulle mappe catastali. Conviene ricordare che nel territorio milanese a quella data (a metà dell'Ottocento), erano già entrate in funzione le prime strade ferrate: la Milano-Monza e la Milano-Treviglio (la Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea), opere di utilità pubblica che sicuramente contribuirono a far nascere l'esigenza di intraprendere una sostanziale opera di aggiornamento delle mappe catastali dei centri urbani. La scala non è più in Trabucchi milanesi, bensì in metri.

Il progetto di 'Rettifica fabbricati' prevedeva di ridisegnare buona parte dei centri abitati, ai quali andavano poi allegati altri fogli in numero variabile, nei quali vennero disegnati solo i blocchi che rappresentavano gli edifici delle cascine, come si vede in queste due immagini. In questo primo gruppo di cascine manca la cascina Malpensata / Soldone che, a metà dell'Ottocento - doveva già essere edificata, mentre quella che attualmente è chiamata cascina San Giuseppe, in questo disegno è chiamata cascina Novella. Il nome della cascina Redenta è stato scritto a matita, come correzione del nome scritto a inchiostro che risultava essere cascina "Ronco".

Altro allegato alla rettifica dei fabbricati del 1854 con le cascine poste indicativamente nella fascia sud del Comune di Inzago. In questo disegno il nome della cascina Draga è doppio e mantiene ancora quello utilizzato nei catasti precedenti e che è sempre stato usato da tutti gli Inzaghesi: "cassina di Chinn". In realtà il sign. Chino era semplicemente il fattore della cascina, perché come si legge nella mappa del catasto di Carlo VI, il proprietario era Paolo Camillo Moneta (della famiglia di mons. Lodovico Moneta, segretario del cardinale Carlo Borromeo). La cascina Draga, inoltre, risulta ampliata e maggiormente articolata rispetto a come appariva nei catasti precedenti, nei quali era disegnata come un semplice blocco rettangolare.
CATASTO DEL LOMBARDO-VENETO (1866)
MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

Mappa del catasto del Lombardo-Veneto datata all'anno 1866, di conseguenza il rilievo topografico fu effettuato nel periodo post-unitario, utilizzando il sistema degli allineamenti in appoggio alle reti trigonografiche misurate nei territori comunali, che permetteva di ottenere una miglior precisione.
Giova ricordare, inoltre, che già a fine Settecento gli astronomi di Brera avevano realizzato la base geodetica di Sommma Lombardo, ottenendo in questo modo un notevole miglioramento generale nel settore della geodesia, così a partire dai primi decenni dell'Ottocento si notano dei notevoli miglioramenti nei rilievi topografici per la produzione delle carte geografiche e delle mappe militari; in particolare, risulta un miglior orientamento rispetto ai punti cardinali, che si traduce anche in una migliore sovrapposizione dei bordi periferici dei disegni delle località contigue tra di loro.
La scala usata è in metri.

In tutte le mappe, in particolare in quelle che mostrano il centro storico di Inzago, risulta in maniera evidente come l'antico borgo fosse lambito e circondato dai due corsi d'acqua - il naviglio della Martesana a sud e la roggia Crosina a nord - che avevano creato una sorta di fossato difensivo intorno al suo nucleo più antico, evidenziando ancor di più l'elegante forma pressoché circolare del suo centro storico.

Questa a sinistra è la stessa mappa del centro storico di Inzago precedente, ma con le tonalità di grigio invece che a colori; in alto a sinistra stata è riportata la scala in metri, perché questa mappa è stata utilizzata per alcune ricerche storiche relative a Inzago, realizzate negli anni passati.
NUOVO CATASTO DEI TERRENI (CESSATO CATASTO - 1897)
MAPPE DI SOLA CONSULTAZIONE, CONSERVATE PRESSO L'ARCHIVIO DI STATO DI MILANO

La dizione completa per le mappe di questa serie sarebbe: "Nuovo Catasto dei Terreni del Regno d'Italia" e vennero realizzate, per quanto riguarda il nostro territorio, nel 1897, con aggiornamenti del 1902. A quell'epoca, venne adottata una procedura semplificata per inglobare e uniformare tutti i catasti precedenti dei vari Stati preunitari che, ormai, dovevano essere considerati come appartenenti al Regno d'Italia. Per questo motivo la serie viene anche chiamata "Cessato Catasto" dove l'aggettivo "cessato" era riferito ai catasti preunitari precedenti che smettevano di esistere a favore di quello unico e uniformato, in vigore per tutto il territorio italiano. Vale la pena di ricordare che il catasto del Lombardo-Veneto era considerato il migliore tra i vari catasti preunitari, perché oltre ad essere particellare, pemetteva di determinare attraverso il procedimento analitico la rendita media netta di ogni particella.

Come per tutte le serie catastali precedenti, riproponiamo il dettaglio del solo centro storico di Inzago al massimo dettaglio. La piazza Maggiore risultava dedicata a Vittorio Emanuele II, mentre l'attuale via Roma si chiamava via Napoleone III, in ricordo delle guerre per l'unità d'Italia; mentre l'attuale via Fumagalli continuava a chiamarsi via Cantone pelato a ricordo della terribile peste di San Carlo (1576) che spopolò quel quartiere di Inzago.
ALTRE CARTE TOPOGRAFICHE OTTOCENTESCHE

Questa mappa dei primi dell'Ottocento chiamata: Carta topografica dei contorni di Milano pel circuito delle dodici e più miglia, è uno stralcio della travagliatissima "Carta del territorio milanese e del mantovano" degli astronomi di Brera. Travagliatissima non per questioni tecniche, ma a causa del periodo storico: a cavallo tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, nel corso di soli 20 anni, l'esercito Austriaco e quello Francese si alternarono sul territorio lombardo per ben 5 volte, con altrettanti rovinosi capovolgimenti politici. Anche se gli astronomi di Brera godevano di un certo rispetto istituzionale e di una certa autonomia riconosciuta da entrambi gli eserciti invasori, nondimeno il loro lavoro veniva continuamente interrotto, perché doveva essere visionato e approvato dai vari ispettori del genio militare addetti ai rilievi topografici, fino ad arrivare al sequestro delle lastre di rame incise e pronte per la stampa, che vennero portate a Vienna.
Per un'eventuale sua consultazione, ASSIM possiede tutta la "Carta del territorio milanese e del mantovano" degli astronomi di Brera digitalizzata.

Anche questa seconda carta topografica sembrerebbe figlia diretta della Carta del territorio milanese degli astronomi di Brera, quasi certamente colorata e stampata dai cartografi di Vienna, visto che la scala risulta espressa in Klafter. Guardando con attenzione il disegno del borgo di Inzago, però, sorge il sospetto che sia stata realizzata dopo i rilievi topografici effettuati dal celebre topografo Giovanni Brenna: infatti la cascina Soldone risulta spostata un po' più a Est rispetto alla sua reale posizione e porta ancora il nome di cascina Malpensata, proprio come si può vedere nella carta topografica successiva, la quale ha le inequivocabili note in calce del topografo Brenna. Non comparendo alcuna ferrovia, la mappa è databile ante 1840 (e post 1805, perché il Parco reale di Monza è già completo, fino ad arrivare all'altezza di Biassono e di Peregallo di Lesmo).

Mappa del topografo Brenna, datata 1842, nella quale il nucleo storico del borgo di Inzago compare proprio al limite del disegno, vicino all'angolo sud-ovest. Nonostante a quella data la chiesa parrocchiale d'Inzago fosse già stata ampliata e ruotata di 90 gradi come orientamento generale, nella mappa si vede ancora la planimetria dell'antica parrocchiale, canonicamente orientata in direzione est-ovest. La cascina Soldone è stata disegnata spostata leggermente più a Est rispetto alla sua posizione reale e porta il nome di cascina Malpensata (come nell'immagine precedente). Da recenti riscontri trovati presso gli elenchi ottocenteschi dello "Stato delle anime" dell'archivio parrocchiale, effettivamente risulta che nei primi decenni dell'Ottocento la cascina avesse tale denominazione e solo successivamente il suo nome venne modificato in Soldone. Nella sezione "Cascine" vi è un file PDF dedicato alla cascina Malpensata/Soldone del topografo Brenna.

Mappa centrata sul borgo di Inzago, i cui lati rappresentano il territorio circostante per una trentina di chilometri, sia in larghezza, sia in altezza. Si tratta di un estratto del quadro di unione complessivo di una quantità considerevole di singole mappe cartacee in dotazione al Genio militare dell'esercito Austro-Ungarico, attorno alla metà dell'Ottocento. Sul sito internet: http://www.arcanum-eu/ è possibile consultare la carta geografica nella sua globalità, con la rappresentazione di tutto quanto il territorio facente parte dell'impero asburgico nei secoli passati.
https://maps.arcanum.com
LA BASE GEODETICA DI SOMMA LOMBARDO TRACCIATA DAGLI ASTRONOMI DI BRERA NEL 1788

Un'importante opera di miglioramento nel settore della geodesia e della produzione di carte geografiche e mappe militari è stata quella di aver tracciato - con la massima precisione ottenibile a quell'epoca - la prima base geodetica di riferimento per il Regno del Lombardo-Veneto, che venne utilizzata, successivamente, anche per il territorio del Regno d'Italia. Gli astronomi Barnaba Oriani, Angelo Cesaris e Francesco Reggio, con l'aiuto di qualche contadino avventizio di quei territori, misurarono una linea retta nella brughiera tra Somma Lombardo e Nosate di 9999,2536 metri (secondo le loro misure, che vennero effettuate in "tese parigine", poi trasformate in metri). Con le più sofisticate apparecchiature satellitari moderne, la misura risulta 9999,560 metri, una differenza di poco più di una spanna - su 10 Km complessivi - rispetto alla misura effettuata nel 1788 dai tre astronomi di Brera, che usarono unicamente gli strumenti manuali visibili nell'immagine: cavalletti di legno regolabili in altezza, barre metalliche con tacche di riferimento, bolla e filo a piombo.

Nel 1833, l'astronomo Carlini ricontrollò tutte le misure relative alla base geodetica tra Somma Lombardo e Nosate e fece costruire le due piramidi di granito alle estremità della base geodetica che, in questa mappa topografica, sono indicate come "Piramide boreale" (quella posta a nord, nel territorio di Somma Lombardo) e "Piramide australe" (quella posta a sud, allora nel territorio di Nosate ma, oggi, in territorio di Lonate Pozzolo). In questa mappa topografica si possono, inoltre, leggere altre informazioni tecniche, come, ad esempio, quelle relative alla differenza di altimetria lungo tutto il tracciato della base geodetica, oppure le note relative alle due linee che rappresentavano i cateti del triangolo convergenti sul campanile di Busto Arsizio, il quale veniva a costituire l'angolo opposto alla base, ecc.

Immagine animata che mostra come la base geodetica degli astronomi di Brera venne tracciata scegliendo la landa poco abitata, incolta e piatta, che caratterizzava le brughiere sulla riva orografica sinistra del fiume Ticino. Quel territorio, a metà Ottocento, si presentava come si vede nell'immagine, che è un estratto delle mappe in dotazione al Genio militare dell'esercito Austro-Ungarico. La lunghezza della base geodetica, come già detto, risultò essere di circa 10 Km, con direzione nord-sud. Come vertice opposto alla base, durante la prima operazione di triangolazione trigonometrica, fu scelto il campanile della chiesa di Busto Arsizio; nel prosieguo delle operazioni, scegliendo opportunamente altri edifici (di preferenza campanili e torri) sui quali fare convergere i vertici dei numerosi triangoli successivi, venne realizzata la prima rete geodetica di tutto il territorio del Lombardo-Veneto.

Immagine animata nella quale si vede come al giorno d'oggi, curiosamente, la base geodetica tracciata dagli astronomi di Brera si trovi proprio a cavallo delle piste di decollo e di atterraggio dell'aeroporto intercontinentale della Malpensa. Indubbiamente, la piatta landa costituita dalle brughiere tra Somma Lombardo e Nosate era molto adatta anche per la realizzazione delle piste dei moderni aeroporti. Oggi, quell'area si è completamente trasformata: infatti non è più una landa piuttosto brulla e poco abitata come lo era nel Settecento/Ottocento, ma una zona caratterizzata da un intenso traffico stradale, dovuto alla presenza dello scalo della Malpensa, aeroporto che ha derivato il suo nome dalla principale cascina che era presente in quell'area.

L'importanza della base geodetica tracciata dagli astronomi di Brera nel 1788 e successivamente controllata nel 1833 dall'astronomo Francesco Carlini (il quale fece costruire le due piramidi per proteggere i due punti terminali), si evince dal fatto che le tavolette alla scala 1:25000 dell'IGM - aggiornate, per quei territori, agli anni '60 del secolo scorso - continuino a indicare i riferimenti dell'estremo nord, dell'estremo sud, nonché del suo punto centrale. Le coordinate geografiche di questi tre punti di riferimento della base geodetica, ovviamente, sono note con una precisione molto elevata.
Mappa base: tavolette IGM con scala 1:25000
BREVE PRECISAZIONE RIGUARDO I VALORI VARIABILI DELLA LONGITUDINE RIPORTATI SULLE CARTE GEOGRAFICHE STORICHE

Da un punto di vista storico, il riferimento scelto per la misura della latitudine non è mai stato messo in discussione, in quanto esiste un parallelo massimo - l'equatore - che si presta assai bene ad assumere tale ruolo. Così, essendo il nostro territorio a metà strada, circa, tra l'equatore e il polo Nord, il valore della latitudine per la piazza Maggiore di Inzago è sempre stato indicato sulle mappe come + 45°32'24" (posti, per convenzione, l'equatore a 0° e il polo Nord a +90°).
La longitudine, invece, merita qualche considerazione più dettagliata, visti i cambiamenti di cui è stata oggetto nel corso dei secoli. Il fatto è che i meridiani, a differenza dei paralleli, sono tutti uguali tra di loro; di conseguenza, bisognava sceglierne uno che fungesse convenzionalmente da riferimento (meridiano zero) e varie nazioni - in realtà, quelle che allora contavano da un punto di vista politico, economico e militare - ambivano a imporre il proprio, come riferimento per tale coordinata. Nell'antichità si era dapprima scelto il meridiano passante per l'isola di Rodi, ma già all'epoca di Tolomeo la preferenza si spostò sul meridiano passante per l'isola del Ferro (arcipelago delle Canarie), in quanto si trattava dell'estremo confine ovest: le famose colonne d'Ercole della cultura antica; così vi era il grande vantaggio che tutto il mondo abitato conosciuto di allora, risultava a est rispetto a tale riferimento e il valore della longitudine per la piazza Maggiore di Inzago valeva 27°08'53" Est.
Alla fine del Settecento, i Francesi, in virtù dell'importanza assunta dall'osservatorio astronomico di Parigi (e un notevole contributo a tale importanza venne dalla dinastia degli astronomi Cassini, di origine ligure), cercarono di imporre, come riferimento fondamentale per la longitudine, il meridiano passante per l'osservatorio parigino, sfruttando anche la semplicità con cui si potevano trasformare i precedenti valori riferiti al meridiano dell'isola del Ferro: bastava, infatti, sottrarre 20 gradi tondi; con questo nuovo riferimento, la longitudine della piazza Maggiore di Inzago scendeva, quindi, a 7°08'53" Est. I cartografi e i topografi austriaci e tedeschi, notoriamente assai refrattari alle "novità di Parigi", continuarono imperterriti a usare come riferimento per la longitudine il meridiano passante per l'isola del Ferro; per questo motivo potrebbe capitare di consultare delle mappe ottocentesche coeve, che però indicano un valore di longitudine che differisce di ben 20 gradi.
Con l'Unità d'Italia, vi furono dei buoni motivi per usare come meridiano di riferimento per tutto il territorio nazionale quello passante per l'osservatorio astronomico di Monte Mario (Roma); di conseguenza, la vecchia cartografia dell'IGM indicava per la piazza Maggiore di Inzago una longitudine di 2°58'15" Ovest.
Infine, con la conferenza di Washington del 1884, fu scelto come meridiano di riferimento universale quello passante per l'osservatorio astronomico di Greenwich (Londra), così il valore moderno della longitudine della piazza Maggiore di Inzago risulta essere 9°28'52" Est.
Ricapitolando, questi sotto sono i possibili valori di longitudine per la piazza Maggiore di Inzago che è possibile trovare sulle carte geografiche e sulle mappe storiche, in funzione del "meridiano zero" che è stato utilizzato:

- se riferito all'isola del Ferro: 27°08'53" Est
- se riferito all'osservatorio astronomico di Parigi: 7°08'53" Est
- se riferito all'osservatorio astronomico di Monte Mario: 2°58'15" Ovest
- se riferito all'osservatorio astronomico di Greenwich (tutte la carte geografiche moderne): 9°28'52" Est